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Grave cerebrolesione acquisita: verticalizzazione precoce mediante Erigo©

È utile sottoporre le persone che hanno subìto una grave cerebrolesione acquisita a un trattamento riabilitativo precoce? Un’ipotesi è quella di iniziare questo trattamento già in ambiente intensivistico, a cui faccia segua precoce trasferimento in reparti di riabilitazione intensiva di alta specialità, con presa in carico da parte di un team riabilitativo esperto, multiprofessionale. Tra i primi obiettivi in cui il fisioterapista svolge un ruolo essenziale c’è quello di recupero della verticalizzazione del paziente, superando le iniziali problematiche di carattere neurovegetativo e comunque a prescindere dalla frequente concomitanza di grave deficit della coscienza (stato vegetativo o stato di minima coscienza) e instabilità internistica. Questo lavoro riprende i primi dati ottenuti da uno studio realizzato su piccolo numero di soggetti affetti da cerebrolesione che sono stati sottoposti a trattamento convenzionale di verticalizzazione su piano da statica manuale (gruppo controllo) e sono stati confrontati con un altro gruppo di soggetti verticalizzati mediante la strumentazione robotica Erigo© (gruppo sperimentale). Vengono analizzati i risultati positivi ottenuti, in termini di più precoce controllo della pressione arteriosa in ortostatismo, e viene introdotto un nuovo progetto sperimentale multicentrico in fase di progettazione sullo stesso tema.

 
Comunicare l’errore in medicina

La medicina ha un lato debole che non è l’incapacità di curare tutte le malattie, ma è l’errore di cui tutti constatiamo l’ineluttabilità. Gli errori in ambito medico sono fatti oggetto di grande silenzio o di grandi discussioni che riempiono le cronache, di accesi dibattiti tra professionisti, di minuti pettegolezzi tra gli addetti ai lavori. L’errore va tradotto in parole, ossia va verbalizzato per essere comunicato. In medicina, come del resto nelle imprese, comunicare l’errore o segnalare l’evento, l’incident reporting, è la prima regola del risk management per la sicurezza del paziente.

 
Dolore muscoloscheletrico cronico: percezione, esperienza e valore della cura per i pazienti musulmani

Il dolore muscoloscheletrico cronico è un’esperienza di natura multidimensionale che riguarda anche fattori religiosi e culturali. In molti Paesi occidentali si rileva oggi una numerosa presenza di persone aderenti alla religione musulmana, che necessitano o necessiteranno di cure fisioterapiche, ma relativamente poca attenzione viene prestata all’influenza della sfera spirituale sulle loro concezioni di malattia e di sofferenza. Poco si conosce anche riguardo al valore attribuito dalla religione islamica alla cura del dolore fisico e alla fiducia nel professionista sanitario. È stata condotta un’indagine qualitativa al fine di sviluppare le necessarie competenze interculturali.

 
Sindrome del tunnel carpale: terapia manuale e mobilizzazione del sistema nervoso periferico

È la più frequente tra le neuropatie da intrappolamento e colpisce il nervo mediano: diversi studi mettono a confronto le varie terapie di tipo conservativo. In questo lavoro è stato testato un protocollo sperimentale di terapia manuale attraverso un approccio globale al paziente.